Il curatore ospite da Marzullo

Gigi Marzullo

Nella notte di domenica 23 dicembre intorno a mezzanotte e mezza su RAI 1 il curatore Adriano Màdaro sarà ospite della trasmissione “Applausi” condotta da Gigi Marzullo per parlare della Mostra “Tibet, tesori dal Tetto del Mondo”. La Mostra continua a riscuotere grande successo: superati i trentamila visitatori, le prenotazioni per il 2013 stanno aumentando esponenzialmente.

Nella foto Gigi Marzullo

Mostra fotografica sulla Cina degli anni Settanta-Ottanta

Nella foto Adriano Màdaro con Floriano Zambon e Tiziano Simonato

È stata inaugurata giovedì 20 dicembre nella galleria espositiva ricavata all’interno degli spazi del Best Western BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso, la mostra fotografica “Adriano Màdaro: un giornalista italiano testimone a Pechino (1976-2012)”. Il curatore delle grandi Mostre a Casa dei Carraresi, noto giornalista e sinologo, espone per la prima volta in Italia gli scatti raccolti durante i suoi numerosissimi viaggi in Cina (175 dal 1976, anno della morte di Mao, fino ad oggi). “Si tratta soprattutto di foto da me scattate negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso – spiega Adriano Màdaro – in quegli anni ero tra i pochi stranieri a viaggiare in quell’immenso paese e sentivo di essere testimone di grandi cambiamenti. Da un lato la raccolta ha un valore documentale e storico, dall’altro ci restituisce la vera anima della Cina, quella rurale delle campagne che, lontana dalle grandi metropoli contemporanee, continua ancora ad esistere”. Il direttore del Best Western Premier BHR Treviso Hotel, Tiziano Simonato, ha espresso grande soddisfazione per questo evento da lui fortemente voluto per dimostrare anche con questa mostra la volontà di ospitare importanti appuntamenti culturali di richiamo per la città. È intervenuto anche il vice presidente della Provincia Floriano Zambon, nella sua veste di assessore alla cultura e al turismo, sottolineando l’importanza delle Mostre sulla Cina e soprattutto quella attuale sul Tibet, un valore aggiunto per la promozione del territorio trevigiano.

Nella foto Adriano Màdaro con Floriano Zambon e Tiziano Simonato

Il servizio sulla Mostra andato in onda su Sereno Variabile

SERENO-VARIABILE

E’ ora visibile la puntata di Sereno Variabile dello scorso 15 dicembre dove è presente il servizio sulla Mostra.

Per vedere il video clicca qui e vai al minuto 00:06:12

Buon Natale con il curatore

Adriano Màdaro

Sabato 22 e domenica 23 il curatore Adriano Màdaro sarà presente dalle ore 17.00 per rispondere a domande e curiosità.

Chiacchiere e caffè intervista Adriano Màdaro

6D7G7513

La trasmissione televisiva in onda su Telechiara Chiacchiere e caffè ha dedicato una puntata al Tibet con un’intervista di Paola Sartore al curatore della Mostra Tibet, tesori dal Tetto del Mondo, Adriano Màdaro, che ha illustrato le motivazioni che lo hanno spinto a organizzare un mostra così difficile da realizzare e che ha percorso l’itinerario espositivo soffermandosi sugli aspetti salienti della civiltà e della cultura tibetane.
Per vedere l’intervista clicca qui

Mostra sul Tibet, la politica non c’entra

IMG_0204

Leggo su “Il Giornale dell’Arte” (edizione per le Fondazioni) un servizio sulla Mostra “Tibet, tesori dal tetto del Mondo” da me curata e allestita a Casa dei Carraresi a Treviso che in sostanza è la fotocopia di un comunicato o volantino distribuito dalla Associazione Italia-Tibet redatto ben prima che la Mostra venisse inaugurata, quindi all’oscuro dei suoi contenuti. Si tratta di un testo fazioso in quanto di parte (una associazione così schierata e connotata è sempre e comunque di parte poiché svolge attività politica di propaganda per una parte), perciò non considero i giudizi che vengono dati sulla Mostra (tra l’altro non vista) e su di me in quanto gratuitamente offensivi e facenti parte del medesimo obiettivo fazioso. Rilevo solo che “Il Giornale dell’Arte” invece di pubblicare una recensione sulla Mostra pubblica un comunicato estraneo alla sua redazione e di attacco politico a un curatore di mostre. Non entro nel merito delle valutazioni sul Buddismo espresse da quell’associazione poiché non mi interessano, ma ribadisco il mio giudizio ─ storico e scientifico ─ sul Buddismo tantrico lamaista tibetano. Giudizio che può non entusiasmare i seguaci buddisti di casa nostra (e anzi li fa molto irritare, come si evince dalla lettera con la quale si tenta di delegittimarmi) ma che deriva dall’incontrovertibile realtà. È infatti letteratura scientifica diffusa, e pressochè univoca, che il Buddismo tibetano sia costituito da una setta di maggioranza, detta Gelugpa o dei “Berretti Gialli”, con non più di 4 milioni di seguaci, mentre i buddisti nel mondo superano il mezzo miliardo (e questi, per inciso, non riconoscono il Dalai Lama quale loro capo). Senza addentrarmi in spiegazioni dettagliate, cito solo quanto scrive nell’autorevolissima Storia delle Religioni (UTET, Torino 1949) il più noto indologo e studioso del Buddismo del Novecento, il Prof. Ambrogio Ballini, già emerito docente di Sanscrito alle Università di Padova, Cattolica di Milano e Università di Roma. Nel capitolo conclusivo del suo corposo saggio sulle Religioni dell’India, intitolato “Decadenza del Buddismo”, si legge testualmente “il Buddismo tantrico (…) consistente in un misto di credenze in divinità e in spiriti, accompagnate da pratiche magiche, rivestite di concetti buddistici (…) Tutto ciò segna l’ultima degenerazione della dottrina dell’Illuminato…” Sottolineo la parola degenerazione. Ma voglio anche citare la definizione che ne ha fatto il Prof. Luigi Visintin, famoso geografo e curatore dell’autorevolissimo Calendario Atlante De Agostini: “ il Lamaismo, forma corrotta di Buddismo, è la religione di questo strano paese (Tibet) fatto di monasteri…” (anno 1945/46 pag 259 e edizioni degli anni successivi). I termini degenerazione e forma corrotta sono in sintonia con aberrazione ed eresia da me usati e che tanta inutile ira hanno sollevato. Preciso che ho scelto due giudizi di famosi studiosi anteriori al 1949, anno della presa del potere in Cina dei comunisti, per evitare sospetti di “influenze di parte”. Quanto alla spinosa questione storico-politica tra Cina e Tibet, non risulta in alcun modo che il Tibet sia stato riconosciuto indipendente con un atto fondante di Stato autonomo ratificato dagli organismi internazionali ( la Società delle Nazioni prima e l’Onu dopo). Concludo infine che la Mostra sta riscuotendo un ottimo successo con commenti pressochè univoci ed entusiastici, basta leggere quanto scrivono i visitatori sul libro aperto messo a loro disposizione all’ingresso di Casa dei Carraresi. Un inviato de “Il Giornale dell’Arte” sarà il benvenuto e così potrà parlare della Mostra senza il pregiudizio della militanza politica.

Adriano Màdaro
Curatore della Mostra
Tibet, tesori dal Tetto del Mondo