Un romantico “ritorno a casa”

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Per il recente meeting del G20 ad Hangzhou, in Cina, è stato pubblicato un numero speciale della famosa rivista “That’s China”. Mi sono state dedicate sei pagine nelle quali viene narrata la mia speciale relazione ultradecennale con la Cina. Nel servizio viene raccontato il mio ritorno ad Hangzhou e a Shaoxing dopo oltre trentacinque anni dal mio primo arrivo nella provincia del Zhejiang, all’epoca ancora chiusa agli stranieri.

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Francobolli cinesi per il quarantennale dei miei viaggi in Cina

francobolli per celebrare il quarantennale dei viaggi in Cina

Le Poste cinesi in collaborazione con il Museo dell’antica città di Shaoxing mi hanno dedicato un foglietto di 12 francobolli di corso regolare, abbinati ad una scelta di mie fotografie. Si è così inteso celebrare il quarantennale dei miei viaggi in Cina, sottolineando la preziosità delle foto che scattai all’inizio degli anni Ottanta in quella che è considerata la Venezia d’Oriente. Un omaggio che mi è stato presentato venerdì sera a Casa dei Carraresi in occasione dell’inaugurazione della Mostra “Shaoxing, un’antica città della Cina”.

Il Lao Ma day sulla stampa cinese

La cronaca del Lao Ma Day ha avuto ampio risalto sulla stampa cinese. Ecco qui alcune pagine interamente dedicate all’evento.
Il Lao Ma day sulla stampa cinese

Mostra fotografica a Pechino 1976-1979

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Lo scorso 11 aprile al Museo Lu Xun di Pechino, dove è tuttora allestita la mia mostra fotografica degli anni 1976-1979, è stato celebrato il “Lao Ma Day”, la giornata dedicatami (Lao Ma è il mio nome cinese) per i miei quasi 40 anni di viaggi in Cina. Pubblico l’album fotografico di quella giornata memorabile nel corso della quale ho incontrato due “protagonisti” delle mie foto della primavera 1977: una signora, all’epoca giovane “Guardia Rossa”, fotografata in un hutung della vecchia Pechino, e quello che oggi è un professore di inglese che avevo fotografato in una scuola elementare quando aveva 10 anni.

Mostra fotografica a Wuhan

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Sono a Wuhan, nel centro della Cina, una grande città sulle rive del Fiume Azzurro , capoluogo della Provincia dell’Hubei. Presso il Museo Provinciale dell’Hubei è allestita una mia mostra di foto in grande formato ricavate da diapositive a colori da me scattate nei miei primi viaggi in Cina tra il 1976 e il 1979, voluta dalla Direzione Nazionale dei Musei della Cina. Sono 120 gigantografie a colori da me commentate con didascalie che suscitano forte interesse perché ritraggono la vita quotidiana di allora e sta riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e di Stampa. Da qui inizierà un tour attraverso i maggiori musei della Cina: la prossima tappa tra due settimane al Museo di Lü Xun, di Pechino per poi proseguire a Dalian, Shenyang, Luoyang, Tientsin, Xian e in altri Musei Provinciali. Considerando che in Cina ci sono più di 3.000 Musei durerà anni poiché le diverse Direzioni si stanno già prenotando per ospitarla nel proprio. La forte curiosità e il grande entusiasmo derivano dal fatto che le fotografie documentano gli ultimi anni della Rivoluzione Culturale all’epoca di Mao e l’inizio dell’apertura con le riforme economiche. Attraggono con successo sia le persone più anziane, perché ricordano quegli anni e rivedono come erano, sia i giovani che sono increduli che la Cina fosse così. Si fanno i selfie, riprendono con il telefonino, si passano i file tra amici e i Direttori stessi dei Musei dicono che è la prima volta che viene allestita una Mostra fotografica dedicata a quegli anni così importanti che precedono le grandi trasformazioni avvenute in Cina e che l’hanno resa quella che è oggi.

Philippe Daverio in visita alla mostra

Philippe Daverio con il curatore Adriano Màdaro

Il ben noto critico d’arte e autore di programmi televisivi culturali di grande successo Philippe Daverio sabato scorso ha visitato la mostra accompagnato dal curatore Adriano Màdaro. Soffermandosi dinanzi alle teche contenenti i preziosi reperti tibetani, il prof. Daverio ha espresso il suo apprezzamento per l’alta qualità degli oggetti e per l’allestimento, giudicato innovativo e di grande effetto. Alla conclusione della visita, durata oltre un’ora, il critico ha affermato che una mostra come questa è sicuramente unica e di livello internazionale.