Il Lao Ma day sulla stampa cinese

La cronaca del Lao Ma Day ha avuto ampio risalto sulla stampa cinese. Ecco qui alcune pagine interamente dedicate all’evento.
Il Lao Ma day sulla stampa cinese

Mostra fotografica a Pechino 1976-1979

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Lo scorso 11 aprile al Museo Lu Xun di Pechino, dove è tuttora allestita la mia mostra fotografica degli anni 1976-1979, è stato celebrato il “Lao Ma Day”, la giornata dedicatami (Lao Ma è il mio nome cinese) per i miei quasi 40 anni di viaggi in Cina. Pubblico l’album fotografico di quella giornata memorabile nel corso della quale ho incontrato due “protagonisti” delle mie foto della primavera 1977: una signora, all’epoca giovane “Guardia Rossa”, fotografata in un hutung della vecchia Pechino, e quello che oggi è un professore di inglese che avevo fotografato in una scuola elementare quando aveva 10 anni.

Mostra fotografica a Wuhan

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Sono a Wuhan, nel centro della Cina, una grande città sulle rive del Fiume Azzurro , capoluogo della Provincia dell’Hubei. Presso il Museo Provinciale dell’Hubei è allestita una mia mostra di foto in grande formato ricavate da diapositive a colori da me scattate nei miei primi viaggi in Cina tra il 1976 e il 1979, voluta dalla Direzione Nazionale dei Musei della Cina. Sono 120 gigantografie a colori da me commentate con didascalie che suscitano forte interesse perché ritraggono la vita quotidiana di allora e sta riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e di Stampa. Da qui inizierà un tour attraverso i maggiori musei della Cina: la prossima tappa tra due settimane al Museo di Lü Xun, di Pechino per poi proseguire a Dalian, Shenyang, Luoyang, Tientsin, Xian e in altri Musei Provinciali. Considerando che in Cina ci sono più di 3.000 Musei durerà anni poiché le diverse Direzioni si stanno già prenotando per ospitarla nel proprio. La forte curiosità e il grande entusiasmo derivano dal fatto che le fotografie documentano gli ultimi anni della Rivoluzione Culturale all’epoca di Mao e l’inizio dell’apertura con le riforme economiche. Attraggono con successo sia le persone più anziane, perché ricordano quegli anni e rivedono come erano, sia i giovani che sono increduli che la Cina fosse così. Si fanno i selfie, riprendono con il telefonino, si passano i file tra amici e i Direttori stessi dei Musei dicono che è la prima volta che viene allestita una Mostra fotografica dedicata a quegli anni così importanti che precedono le grandi trasformazioni avvenute in Cina e che l’hanno resa quella che è oggi.

Philippe Daverio in visita alla mostra

Philippe Daverio con il curatore Adriano Màdaro

Il ben noto critico d’arte e autore di programmi televisivi culturali di grande successo Philippe Daverio sabato scorso ha visitato la mostra accompagnato dal curatore Adriano Màdaro. Soffermandosi dinanzi alle teche contenenti i preziosi reperti tibetani, il prof. Daverio ha espresso il suo apprezzamento per l’alta qualità degli oggetti e per l’allestimento, giudicato innovativo e di grande effetto. Alla conclusione della visita, durata oltre un’ora, il critico ha affermato che una mostra come questa è sicuramente unica e di livello internazionale.

Il curatore ospite da Marzullo

Gigi Marzullo

Nella notte di domenica 23 dicembre intorno a mezzanotte e mezza su RAI 1 il curatore Adriano Màdaro sarà ospite della trasmissione “Applausi” condotta da Gigi Marzullo per parlare della Mostra “Tibet, tesori dal Tetto del Mondo”. La Mostra continua a riscuotere grande successo: superati i trentamila visitatori, le prenotazioni per il 2013 stanno aumentando esponenzialmente.

Nella foto Gigi Marzullo

Mostra fotografica sulla Cina degli anni Settanta-Ottanta

Nella foto Adriano Màdaro con Floriano Zambon e Tiziano Simonato

È stata inaugurata giovedì 20 dicembre nella galleria espositiva ricavata all’interno degli spazi del Best Western BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso, la mostra fotografica “Adriano Màdaro: un giornalista italiano testimone a Pechino (1976-2012)”. Il curatore delle grandi Mostre a Casa dei Carraresi, noto giornalista e sinologo, espone per la prima volta in Italia gli scatti raccolti durante i suoi numerosissimi viaggi in Cina (175 dal 1976, anno della morte di Mao, fino ad oggi). “Si tratta soprattutto di foto da me scattate negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso – spiega Adriano Màdaro – in quegli anni ero tra i pochi stranieri a viaggiare in quell’immenso paese e sentivo di essere testimone di grandi cambiamenti. Da un lato la raccolta ha un valore documentale e storico, dall’altro ci restituisce la vera anima della Cina, quella rurale delle campagne che, lontana dalle grandi metropoli contemporanee, continua ancora ad esistere”. Il direttore del Best Western Premier BHR Treviso Hotel, Tiziano Simonato, ha espresso grande soddisfazione per questo evento da lui fortemente voluto per dimostrare anche con questa mostra la volontà di ospitare importanti appuntamenti culturali di richiamo per la città. È intervenuto anche il vice presidente della Provincia Floriano Zambon, nella sua veste di assessore alla cultura e al turismo, sottolineando l’importanza delle Mostre sulla Cina e soprattutto quella attuale sul Tibet, un valore aggiunto per la promozione del territorio trevigiano.

Nella foto Adriano Màdaro con Floriano Zambon e Tiziano Simonato